Cannabis Sativa Vs Cannabis Indica

Differenze tra Canapa Sativa e Canapa Indica

Il primo a classificare la canapa fu il botanico svedese Carlo Linneo attorno al 1750.

Egli credeva che il genere contenesse una sola specie e lo nominò Cannabis sativa L.

Fu poi il celebre scienziato Jean Baptiste Lamarck a definire per primo, nel 1785, la distinzione tra Canapa Sativa e Canapa Indica sulla base degli effetti psicotropi, rilevando, appunto, che le varietà di Sativa presentavano fenomeni inebrianti e soporiferi decisamente trascurabili rispetto alla variante Indica.

Ad oggi si usa distinguere la pianta di canapa in tre sottospecie: SativaIndica e Ruderalis.

In realtà, questa distinzione inizialmente rigida è andata via via sfumando negli anni.

Questo perché la canapa accompagna l’umanità da millenni e, nel corso del cammino assieme, l’essere umano ha cercato di adattare alle proprie esigenze anche la natura di questa pianta estremamente versatile.

Infatti, incrociando le diverse specie, si possono ottenere degli ibridi i quali – se stabilizzati – possono vantare una nuova genetica capace di trasmettere le nuove qualità alle successive generazioni, grazie alla nuova semente.

Secondo il comune pensiero popolare, si sente ripetere che la Canapa Indica agevola lo stato di rilassamento e abbandono psico-fisico, mentre la Canapa Sativa può causare stati di iperattività psicofisica.

La Ruderalis (originaria di Russia e Mongolia), invece, è sconosciuta al grande pubblico e si differenzia dalla Indica e dalla Sativa per risultare più resistente, poiché assai meno sensibile ai ritmi circadiani per sviluppare le infiorescenze.

Differenza tra Indica e Sativa

Canapa Indica e Canapa Sativa fioriscono nella stagione calda e nelle settimane in cui le ore di luce si abbassano a 12 o meno.

Tuttavia, la distinzione fra le due specie si effettua più correttamente sulla quantità e tipologia dei princìpi attivi che la pianta contiene, essendo le differenze estetiche sempre meno marcate col procedere delle ibridazioni genetiche.

Perciò, si chiamerà Canapa Indica quella più somigliante alla varietà originaria dei climi freddi, che nasce in Paesi come l’Afghanistan o il Nepal e che sviluppa nelle infiorescenze femminili una grande quantità di resina contenente a sua volta elevate percentuali di THC (Tetra Hidro Cannabinolo) – ovvero il principio attivo più noto per la propria efficacia psico attiva.

Mentre si chiamerà Canapa Sativa quella specie di canapa meno ricca di THC e più ricca di CBD (Cannabidiolo), il quale si è guadagnato recentemente gli onori della cronaca per le eccellenti virtù terapeutiche.

Canapa Sativa vs Canapa Indica: differenze estetiche

Dal punto di vista estetico, la canapa assume forme diverse a seconda del genotipo dominante: perciò, è abbastanza facile riconoscere la Canapa Sativa dalla Canapa Indica (o dalla Ruderalis).

Infatti, la Canapa Sativa presenta:

  • fusto allungato che può raggiungere i 6 metri di altezza
  • foglia tendenzialmente con 9 ramificazioni allungate e snelle
  • infiorescenze distribuite uniformemente lungo la ramificazione e piuttosto diradate

La Canapa Indica, invece, presenta:

  • fusto più basso
  • foglia con 8/9 ramificazioni, ma poco allungate e più voluminose
  • infiorescenze ammassate intorno ai nodi del tronco e dei rami e più dense e pesanti rispetto alla canapa Sativa.

La variante Ruderalis, infine, ha una foglia con meno ramificazioni – tendenzialmente 5 – più larghe della Sativa ma meno larghe della Indica.

Canapa Sativa vs Canapa Indica: punti in comune

Come abbiamo spiegato, il fenomeno dell’ibridazione ha reso la distinzione tra Canapa Sativa, Canapa Indica e Canapa Ruderalis meno netta.

Gli esperti oggi ravvisano un unico ceppo originario, al quale poter ricondurre ogni specie e sottospecie, e cioè la cd Cannabis Sativa L., rispetto alla quale le Indica e le Sativa sarebbero caratterizzate morfologicamente e sostanzialmente per le differenze illustrate prima.

Altri esperti sono invece scettici sul fatto che ci sia davvero una grande differenza tra la Cannabis Sativa e la Cannabis Indica, proprio a causa di tutti gli ibridi attualmente disponibili.

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